Aiuto Psicologico per Separazione e Affrontare Lutti

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Percorsi Psicologici per Affrontare Separazioni e Lutti

Tra gli eventi più difficili da affrontare rientrano certamente la morte di una persona cara e la fine di una relazione stabile e significativa. Nonostante le due circostanze siano certamente molto diverse, lutti e separazioni, scopriremo che le similitudini non si esauriscono nella sofferenza che entrambi provocano, sia pure in intensità spesso differente. Anche il percorso di elaborazione e superamento del periodo critico segue percorsi simili, motivo per cui non deve stupire che in questa trattazione siano affrontati insieme.

Affrontare Separazioni e Lutti
La Psicotanalogia e la Gestione del Lutto
La Psicotanalogia e la Gestione del Lutto
La Naturale Sofferenza Provocata da Separazione o Lutto
Aiuto Psicologico per Separazione e Affrontare Lutti

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Affrontare Separazioni e Lutti

A ben vedere, in entrambi i casi, chi deve affrontare separazioni e lutti si trova bruscamente privato di una relazione significativa, dalla sua prospettiva deve affrontare la “morte” della relazione, sia che la persona che vi era coinvolta sia deceduta o sia in vita. Chiaramente, “dalla sua prospettiva”, nella realtà si tratta di due eventi ben diversi, ma il lavoro psicologico si svolge interamente sulla prospettiva del paziente. Per questo, trattandosi per il paziente della “morte della relazione”, anche a chi si trova a affrontare una separazione o un divorzio sarà utile seguire la descrizione delle fasi di elaborazione di un lutto.

La Psicotanalogia e la Gestione del Lutto

La psicotanalogia è la disciplina che si occupa del sostegno psicologico, sia al malato terminale che ai parenti e le persone care, accompagnandole nella gestione del lutto. Si deve al lavoro della psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross, la descrizione delle 5 fasi di elaborazione di un lutto o di un perdita:
  1. Negazione/rifiuto. In questa fase viene messo in atto il meccanismo di difesa della negazione. Per proteggersi dal dolere si rifiuta la realtà dell’evento che si è chiamati ad affrontare. Non ci si vuole credere: “No, non è vero, non sta succedendo a me!”. Anche se razionalmente si è consapevoli dell’evento, a livello emotivo e inconscio si tende a rifiutarne l’inevitabilità, se ne rimanda l’elaborazione, anche per prendersi il tempo necessario ad organizzarsi a questa sfida psicologica.
  2. Rabbia. Man mano che l’individuo si trova ad affrontare i cambiamenti che l’assenza della persona cara comportano l’evento diventa reale anche a livello psichico. Sopravviene la reazione di rabbia. Contro chi ci ha lasciato, contro se stessi per non essere stati in grado di fare di più, contro gli altri che non ci hanno aiutato, contro la propria sfortuna o contro Dio. “Perché proprio a me?” “Cosa ho fatto di male per meritarlo?” sono reazioni tipiche, accompagnate da frequenti scatti d’ira e dallo sconforto che ne consegue. La rabbia è un disperato tentativo di affrontare ciò che non riusciamo ad affrontare.
  3. Contrattazione. Questa fase è caratterizzata dalla domanda “cosa posso fare per risolvere?”. Si cerca un modo per modificare la nuova realtà, per avere indietro la persona perduta, o quantomeno per non sentire il dolore della sua assenza. Forse ci siamo sbagliati e non tutto è perduto, si può ancora recuperare, forse la situazione è solo temporanea e se ci comportiamo bene le cose cambieranno. Solitamente si è razionalmente convinti dell’impossibilità di una soluzione, ma ciò non impedisce alla nostra parte emotiva di continuare a cercare per fronteggiare il dolore che non riesce ancora ad accettare.
  4. Depressione. Si tratta del momento in cui l’individuo prende piena consapevolezza, anche emotiva, dell’inevitabilità della perdita della persona amata. Si comprende che non c’è niente che si possa fare, non si ha più la forza per essere arrabbiati e una profonda tristezza si impossessa di noi. Spesso si sente di non avere più le forze per svolgere le attività quotidiane. Il momento è molto delicato. Al contempo però arrivare a constatare l’inevitabilità della perdita è la base per poter finalmente elaborarla.
  5. Accettazione. Gradualmente i momenti che caratterizzano le fasi precedenti, sia pure ancora possibili, perdono di intensità, di durata e di frequenza. La sofferenza non cessa e la mancanza della persona cara può durare ancora del tempo (o per sempre in alcuni casi), ma diviene più sopportabile e consente un progressivo adattamento alla nuova vita che viene adesso accettata.
La successione delle fasi della gestione del lutto non deve essere vista come rigorosa, può capitare che alcune fasi si sovrappongono nello stesso periodo, che ci sia un momentaneo ritorno a una fase precedente, o anche che una fase non sia manifesta e una successiva sembri anticipare la precedente. Nondimeno questo schema è il più ricorrente e pertanto utile nel tracciare un percorso psicologico di sostegno che in ogni caso sarà modulato sul vissuto della specifica persona.

Quanto dura l'elaborazione del lutto?

La durata dell’elaborazione di un lutto è molto variabile in funzione delle caratteristiche del legame e delle risorse della persona coinvolta. Non deve comunque spaventare che possa essere necessario anche un anno / un anno e mezzo per elaborare la morte di una persona cara, tre / sei mesi per affrontare la separazione da una relazione significativa, che può facilmente raggiungere l’anno di tempo nei casi di un matrimonio pluridecennale.

La Naturale Sofferenza Provocata da Separazione o Lutto

Di grande importanza è non confondere la naturale sofferenza provocata da un lutto o da una separazione con un vissuto patologico. I momenti depressivi vissuti in queste circostanze non sono sintomi di Depressione Maggiore, gli eventuali pensieri “deliranti” della fase di contrattazione non sono indizi di psicosi. Tutti questi aspetti fanno parte della normale elaborazione del lutto.
Per parlare invece di Disturbo da lutto persistente e complicato, secondo i criteri del DSM5 (la quinta edizione del Manuale Diagnostico Statistico), oltre alla morte di una persona con cui si aveva una relazione stretta, è necessario sia trascorso un periodo superiore ai 12 mesi e siano presenti specifici criteri che è compito del clinico accertare. Unicamente in tale circostanza si può parlare di una psicopatologia che necessita di un percorso di psicoterapia e eventualmente farmacologico.
Diversamene la sofferenza derivante dalla perdita di una persona cara e di una relazione significativa è del tutto normale e può essere affrontata da soli, forti di questa consapevolezza, o sostenuti da un percorso di consulenza psicologica che aiuti ad affrontare al meglio questi delicati momenti di vita. In queste circostanze un adeguato sostegno evita che la persona si senta sola in questa difficile sfida e, soprattutto, stimola le prospettive necessarie a giungere alla fase di accettazione nel modo più proficuo possibile.

Dott. Benedetto Tangocci

Aiuto Psicologico per Separazione e Affrontare Lutti a Firenze

Come Psicologo a Firenze offro percorsi di Aiuto Psicologico per Separazione e Affrontare Lutti presso il mio studio in Via Angelo Tavanti, 18 a Firenze (Zona Statuto/Rifredi).
Lo studio è facilmente raggiungibile in Tramvia (T1 – fermata “Poggetto”) ed è proprio davanti al parcheggio della Coop di Piazza Leopoldo, attualmente gratuito.

Sono disponibile telefonicamente al 3534143916 (durante le sedute non posso rispondere, per cui lasciate un messaggio e vi contatterò appena possibile) o via mail a psicologotangocci@gmail.com.

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